Partono dal cuore dei Rioni i cortei nobiliari accompagnati dai propri cortigiani, per portare con i loro doni il migliore omaggio al Duca Ercole II, venuto a cacciare in queste terre; partono portando a riconoscimento gli emblemi e stemmi dei Rioni di appartenenza, per cui anche il nome ne assume il significato e  arrivano nella Piazza allestita a festa,  davanti alla Corte Estense.

Per loro hanno organizzato questa festa, per cui sotto gli occhi dei Duchi d’Este e dei nobili paesani si susseguono attori, danzatori, giocolieri e mangiafuoco che vanno a interpretare scene di vita quotidiana, fatti storici del territorio, particolari della vita di corte, o tratti da opere letterarie contemporanee o della mitologia,

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come si conveniva in quel tempo. In un’altra serata invece, scenderanno nell’arena i “campioni”dei quattro Rioni  che, sfidandosi con prove di forza, abilità, velocità e agilità porteranno il proprio Rione alla vittoria dell’ambito drappo dipinto da un artista del luogo, intitolato agli SS Pietro e Paolo, protettori del Palio stesso.

 

ll territorio di Copparo

Sull’origine del nome Copparo gli storici non hanno certezze e da qualche tempo cercano di ricostruirne l’etimologia. Il più antico documento che parla di Copparo sembra risalire all’anno 870 e si tratta di un privilegio di papa Adriano II che conferma a Firminiano e ai suoi fratelli la Corte di Formignana, allora confinante da un lato con “Cuparus et Caput canilis”(Coccanile). Copparo era noto, nella letteratura del tempo, come riserva di caccia e per questo fu costruito un castello che fu distrutto dai Veneziani all’inizio del XVI secolo. Sulle sue rovine, Ercole II d’ Este, tra il 1540 e il 1547, fece costruire un palazzo, la Delizia Estense. La realizzazione del palazzo fu affidata all’architetto Terzo de Terzi, che progettò un imponente fabbricato composto da cinque torri collegate fra loro, ampi porticati, cortili interni e sale grandiose. A decorare l’edificio furono chiamati alcuni tra i più importanti artisti attivi a Ferrara, fra cui Girolamo da Carpi e Benvenuto Tisi da Garofalo, Battista Dossi e Bastianino. I dipinti furono distrutti nel terribile incendio del 1808. Nel 1862 il Sindaco Spisani lo acquistò per conto del Comune, nel 1875 lo fece restaurare e dall’ora è sede della Residenza Municipale.

Oltre alla Delizia, unica sopravvissuta delle cinque torri del progetto originale del castello, incontriamo la Torre Estense, uno dei simboli più rappresentativi del territorio copparese.

Nei giardini di fronte alla Delizia troviamo la Fontana Monumentale a ricordo dei caduti delle due guerre mondiali. La fontana risale al 1935 su progetto dell’architetto Pietro Toschi da Forlì, e decorata dallo scultore ferrarese Enzo Nenci; nella piazza grande, la Piazza del Popolo, sorge il Teatro Comunale De Micheli che risale ai primi del Novecento costruito da Enrico De Micheli. Acquistato dall’Amministrazione Comunale di Copparo, il teatro è stato ristrutturato e inaugurato nell’ottobre del 2004.
Poco distante, la chiesa degli SS Pietro e Paolo; questa, probabilmente antecedente all’anno mille, ha subito diversi rimaneggiamenti fino ai giorni nostri. All’interno sono conservate due opere del pittore ferrarese Ippolito Scarsella, detto lo Scarsellino, tra cui “S. Pietro e Paolo” e “Santa Lucia”. Il campanile risalente al 1184, fu bombardato il 30 gennaio 1945. Dopo la ricostruzione diventò il simbolo delle vittime dei bombardamenti.

Da visitare, a pochi passi dal centro, Casa Bighi, dimora dell’artista copparese, grafico e pubblicitario Dante Bighi; donata al Comune alla sua morte nel 1994, luogo di arte e di cultura.
Fuori Copparo, in località Sabbioncello S. Vittore, sulla sponda sinistra del Po di Volano si trova La Mensa. La villa fu edificata per volontà di Bartolomeo della Rovere, vescovo di Ferrara dal 1474 al 1495. L’edificio presenta molti caratteri quattrocenteschi pur essendo stato modificato nel Seicento e nel Settecento. Il palazzo, acquistato da Comune di Copparo e Provincia di Ferrara è attualmente in restauro.
Terminiamo questa escursione nel territorio copparese con la tenuta di Zenzalino,in cui nacque il conosciutissimo Varenne. Azienda agricola di 650 ettari a circa tre chilometri dal centro di Copparo,presenta un Palazzo padronale risalente al XV secolo, inserito in un parco di circa tre ettari di piante secolari. fu riedificato nel XIX secolo ed è ora dimora privata e non accessibile al pubblico.